Si è da poco concluso con gran successo la prima edizione di Carapelli 4 Art: le riflessioni scaturite da questa bellissima esperienza sono una vera conferma. Per la nostra Casa Olearia, assume sempre più importanza la ricerca, la bellezza, la qualità.
Esse sono parte integrante di tutti i progetti di Carapelli; anche qui – dove di olio e dintorni si parla senza troppi vincoli – ci piace trasmettere la nostra mission attraverso l’arte: non più contemporanea, come nel concorso Carapelli 4 Art, ma relativa a un passato non troppo lontano.

A noi piace ricordare e menzionare un autore in particolare, del quale abbracciamo la passione totalizzante per la propria espressione, la continua ricerca di rinnovarsi e la volontà di spingersi sempre oltre i confini.

Negli anni Sessanta dell’Ottocento, l’artista olandese dipinge una serie di opere nelle quali le colline coperte da grandi distese d’ulivi fanno da protagoniste, probabilmente si tratta di quelle che egli vedeva all’esterno della struttura nella quale aveva chiesto il ricovero per un periodo di gravi difficoltà emotive e nervose.

Alcune distese si stagliano tra il grigio verde e l’azzurro blu, risaltando quei colori freddi e perlati che all’ulivo affidano un aspetto di autorevolezza, di rigore, di sacralità di cui si avvolge dalle più antiche tradizioni d’occidente. In altri dipinti l’ulivo è abbracciato dai colori caldi del cielo assolato, e al centro di spontanee e morbide scene di raccolta.

Con questa visione duplice dell’inquieto Van Gogh lanciamo uno spunto, e abbracciamo insieme a chi ci legge il nostro amore per la bellezza, il nostro incessante studio, la profonda convinzione che con la passione, la competenza e la ricerca della qualità ogni creazione può essere davvero un capolavoro.
